Roma, Italia
+39 3884564393
questaeroma@gmail.com

L’importanza di fare attivismo

Associazione Culturale e Sportiva "QuestaèRoma" contro le discriminazioni

L’importanza di fare attivismo

           

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”

 

(Bertolt Brecht) 

 

Durante gli anni del liceo mi capitò di imbattermi nella definizione di attivismo che si trova sul dizionario Treccani: ” è una tendenza a intensificare il lato attivo, creativo, innovativo della vita umana. Più specificamente, concezione etica, fondata sull’idea del supremo valore dell’esplicazione dell’attività vitale, della volontà di vita e di potenza, conglobante in sé ogni altro canone di moralità e di condotta” e pensai subito che fosse un fenomeno in cui la natura umana si potesse esplicare in maniera perfetta.

 

Difatti, cosa c’è di più umano dell’attività creativa e morale?

 

La definizione citata è breve, ma fornisce un’idea iniziale di un mondo molto più ampio e complicato di quello che si può immaginare.

 

Innanzitutto, va sottolineato che chi decide di intraprende-re tale percorso e perciò diventare attivista è mosso di solito da diverse motivazioni, le cui principali sono due: c’è chi ad un certo punto sente crescere dentro di sé quella che può essere definita come una necessità, una necessità di rendersi attivo e partecipe della società in cui vive perché non accetta alcuni aspetti e vorrebbe cambiarli, e poi vi è chi si sente invece quasi obbligato, poiché bersaglio di critiche e discriminato, e vorrebbe che una situazione così spiacevole non accadesse più, a nessun altro per nessuna ragione.

 

Da parte di queste persone che cominciano a fare attivismo esiste una comprensione dell’importanza dell’efficacia di fare rete, in modo da produrre veramente un cambiamento della realtà circostante. 

 

Non solo l’unione fa la forza, ma un gruppo di attivisti ha più risonanza sia a livello periferico che a livello centrale, il primo inteso come sensibilizzazione della gente intorno a noi tramite parola e coinvolgimento e il secondo inteso come dialogo con forze sociali e politiche.

 

Fare attivismo e farlo seriamente, con tutto sé stessi, è impegnativo e può risultare a tratti molto stressante se non si riesce a distaccarsi quanto necessario nei momenti opportuni, poiché richiede una grande quantità di energia. Ma è anche stimolante, gratificante e permette di conoscere tante persone, instaurare nuovi rapporti e nuove amicizie che durano nel tempo.

 

Altro aspetto fondamentale dell’attivismo è dare uno spazio soprattutto ai diretti interessati, troppo spesso passivi destinatari di campagne o attività e non ricevono la giusta attenzione.

 

Essere attivista a 360° vuol dire interessarsi all’acquisizione o al mantenimento di ogni tipo di diritto e protestare se necessario, anche verso quelli che non ci riguardano in prima persona, come all’inizio dell’articolo afferma ilfamoso testo a noi caro in poche essenziali parole.

 

Per esempio io, Aleida, mi sono avvicinata a questo mondo perché volevo fare qualcosa, non sopportavo più di stare ferma a guardare e a leggere fatti a me vicini o di cronaca in cui qualcuno discriminava, sfruttava, toglieva l’umanità alle altre persone. 

 

Quelle persone erano e sono esseri umani, anche se sono nere, gialle, povere, donne, bambini, omosessuali, rom o hanno una qualche disabilità.

 

Ho sempre pensato che ci sia l’assoluto bisogno di riconoscere i loro diritti, che sono anche i nostri. 

 

Appena entrai in contatto con i primi attivisti conosciuti dentro di me credevo fossero un po’ dei supereroi, i quali non sempre sono compresi ma fanno del bene. 

 

Stare dentro un’associazione come QuestaèRoma non solo mi ha fatto sentire capita, ma anche forte, in grado di cambiare veramente la visione generale della realtà partendo pur solo da una persona. 

 

Un impegno e uno sforzo collettivi sono ingredienti fondamentali per l’antidoto contro l’odio, la violenza e l’indifferenza che tuttora avvelenano molte persone.

 

 Nel mondo dell’attivismo mi sentivo e mi sento piccolina, però piano piano ho acquisito la consapevolezza che anche io nel mio piccolo posso fare la differenza, lavorando con i miei compagni di associazione e i miei amici.

 

Penso di essere più sicura su alcuni temi e più incerta su altri, ma l’attivismo è un bellissimo percorso in salita che se intrapreso seriamente dura tutta una vita e c’è sempre tempo per imparare. 

 

Sono pronta a farlo, e voi?

 

.

 

Aleida Rodrigues

 

.

 


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *