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Manifestazione pacifica”I Can’t Breathe, Black Lives Matter Roma”

Associazione Culturale e Sportiva "QuestaèRoma" contro le discriminazioni

Manifestazione pacifica”I Can’t Breathe, Black Lives Matter Roma”

Ieri a Roma si è tenuta la manifestazione pacifica “I Can’t Breathe- Black Lives Matter Roma” 

L’iniziativa è stata organizzata dalla 25enne Denise Berhane e dalle associazioni American Expats for Positive Change, Women’s March Rome, Women’s March Naples, Extinction Rebellion Rome International, Neri Italiani – Black Italians (NIBI), FridaysforFuture Rome, 6000 Sardine, American Expats for Positive Change, Fraternità Haitiana, U.S. Citizens for Peace and Justice – Rome e Giovani Europeisti Verdi.

La manifestazione ha avuto il sostegno di Democrats Abroad Italy, Cultura è Libertà, Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, AssopacePalestina, Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese e Comunità Palestinese Roma e Lazio a cui abbiamo aderito come QuestaèRoma.

Distanziati e muniti di mascherine siamo scesi in piazza con cartelli in italiano ed inglese per proseguire una lotta antirazzista, che però ora non può essere messa in standby. 

Si sono susseguiti canti ed interventi da tantissime realtà attive su Roma e dintorni, con una presenza di più di 10.000 persone. 

Ieri tra associazioni, movimenti, attivisti giovanissimi, giovani volenterosi, italiani, stranieri e varie realtà statunitensi ci siamo uniti per dire NO AL RAZZISMO.

Una celebrazione in memoria di George Floyd, un altro corpo nero, ucciso solamente per il colore della pelle, un altro corpo nero lasciato senza vita, soffocando, vittima di un sistema di oppressione che affligge il mondo intero. 

Sfortunatamente ieri non era solo un’occasione per ricordare George.

Come QuestaèRoma, infatti, abbiamo ritenuto doveroso scendere in piazza anche per denunciare il razzismo istituzionale che dilaga in Italia, il paese che ci ha visto nascere e crescere. 

Ammettere che esista il razzismo in Italia non vuol dire compararsi alla situazione negli USA o in altre parti del mondo. 

Perché, purtroppo, per come abbiamo conosciuto e cercato sempre di estirpare il razzismo, siamo ben consapevoli che esso assuma diverse forme nei molteplici luoghi dove trova fertilità. 

È arrivato, per noi, il momento di fare un’autocritica, di riflettere sulle conseguenze che il colonialismo nostrano ha avuto sulla nostra società. 

È arrivato il momento di ascoltare con più attenzione le minoranze, di educarci e di trasmettere in maniera chiara e limpida quali sono le nostre istanze, affinché, dopo la denuncia, la protesta, il dolore e la riflessione, saremo in grado di proporre delle strade alternative per vivere in un sistema veramente antirazzista.

 

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